Publication: Corriere della Sera
By: Barbara Visentin
Date: 8 luglio 2023

L’artista parte da Vicenza (ospite della Milanesiana) con il suo spettacolo «Time traveler»

La musica di Ute Lemper si intreccia in modo inestricabile agli eventi storici di cui è stata testimone: è lei a ritenerlo necessario, convinta che il suo ruolo di artista serva a non dimenticare. A 60 anni compiuti, lo charme delle grandi dive di una volta, ma i ragionamenti ben piantati nel presente, la cantante e attrice tedesca porta in Italia il suo Time traveler, spettacolo con cui arriva al Teatro Olimpico di Vicenza il 16 luglio (ospite della Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi) per poi spostarsi a L’Aquila, Lamezia Terme e Bari.

Che viaggio nel tempo porta sul palco?
«Accompagno il pubblico attraverso la mia vita e la musica che mi ha ispirato, da Kurt Weill a Brecht, dal repertorio ebraico a Marlene Dietrich fino ad alcune novità».

Se guarda indietro cosa vede?
«Ho appena festeggiato un compleanno importante, ormai ragiono di decennio in decennio e ciascuno ha un’atmosfera diversa dall’altro. Per noi tedeschi il passato nazista è un tema enorme con cui avere a che fare. Poi con la Stasi e la Ddr sono arrivati nuovi colpevoli e nuove vittime. Ogni decennio porta del progresso, ma dal 2000 in poi quello tecnologico è stato travolgente. Mi sento così confusa e anche preoccupata per i prossimi 20 anni».

Com’è stato vivere a Berlino negli anni 80?
«Ci sono andata nell’84, dopo aver studiato in Austria, e mi ha dato uno scossone. Non era bello ma era molto reale: il muro era vero, lo vedevamo tutti i giorni. Lì ho scoperto i miei miti musicali e lì, a 20 anni, mi sono sentita determinata a essere un’artista politica. Ad affrontare la rabbia e il senso di colpa per una storia così orribile. Ho deciso che sarebbe stata sempre mia responsabilità ed è un dovere anche oggi, visto poi il potere che sta prendendo la destra, con gli stessi slogan di un tempo. In Germania, dopo quel che è successo, dovrebbe essere illegale avere un partito di destra».

Compiere 60 anni che effetto le ha fatto?
«Non mi sento 60 anni, però guardandomi allo specchio mi accorgo che sì, ce li ho. Il tempo ha assunto un’importanza diversa, non mi sembra più lineare, ma verticale, come se tutto quello che è dietro fosse ancora con me».

Invecchiare è più difficile per una donna?
«Grazie al cielo non per quello che faccio io, anzi con l’età si migliora perché hai un maggior bagaglio di vita che ti porti anche sul palco. Certo, ormai non posso più ballare e viaggiare mi stanca, ma posso cantare. Nei prossimi 10 anni immagino che la mia voce sarà diversa, ma ci si può adattare all’età. In generale, però, certo che noi donne facciamo più fatica ed è ancora molto ingiusto: ci viene richiesta una bellezza che dagli uomini non si pretende. Per fortuna siamo sulla buona strada e stiamo provando a non idealizzare più lo stereotipo di donna giovane e magra».

E poi c’è da conciliare famiglia e lavoro: com’è andata per lei che ha quattro figli?
«Trovare un equilibrio, essendo un’artista che viaggia e che lavora la sera, è stato difficile e mi ha causato tanti dolori e conflitti. Entrambi i mondi ne hanno sofferto e sono stati compromessi. Non ho accettato lavori che avrei voluto fare e poi, quando lavoravo, mi mancavano i miei figli. Però l’ultimo capitolo della mia nuova autobiografia l’ha scritto mia figlia di 25 anni, la maggiore: dice che ho plasmato la sua idea di donna emancipata che lavora».

Sul palco porta anche Marlene Dietrich, con cui ebbe una lunga conversazione telefonica nel 1988. Che affinità sente?
«Entrambe abbiamo una storia tedesca e ora sono io a raccontare la sua ai giovani. Era una donna del futuro, così avanti rispetto al suo tempo. Ed è stata rifiutata dal suo Paese: voleva tornarci dopo gli anni 60 ed è stata additata come traditrice. Non dimenticherò mai la sua malinconia e il suo dolore, è stata respinta fino alla morte ed è morta mentre io facevo le prove per essere Lola a teatro nel suo The Blue Angel: un cerchio che si chiude. In Germania è tornata dentro una bara, e io ero lì al suo funerale. Ancora non le avevano chiesto scusa».

Nel 1991 è stata al Festival di Sanremo, cosa ricorda?
«Ho cantato il brano di Enzo Jannacci e lo ricordo come uno degli artisti più intelligenti ed eleganti che abbia mai incontrato. Di solito gli artisti sono intuitivi più che accademici, ma lui, che era anche un medico, era entrambe le cose».

 

Publication: Amazon.com
By: Editorial staff
Date: June, 2023

With Time Traveler Ute Lemper accomplishes the unusual feat that, for listeners, the 23 years which lie between the individual songs aren’t obvious at all. The present in the past and the past in the present merge as if by osmosis. With her new album, Ute Lemper emancipates herself musically from all categories. Depending on socialization and personal preferences one can hear these songs as pop, rock, jazz, soul or chanson, all of these at once, or simply just as Ute Lemper. She is no longer ready to live up to any expectations, but rather draws inspiration from songs that she herself enjoys listening to. This includes references to artists and bands like Hiatus Kaiyote, John Legend, Joni Mitchell, Sarah McLachlan, Annie Lennox, Erykah Badu or Robert Glasper but without attempting to copy any of them. All songs are one hundred percent Ute Lemper. In some pieces she takes risks in terms of production and sound, initially luring the listener onto a completely wrong path, such as in the title track; in others she conceals small surprising details in the production, putting the songs, herself and not least of all the auditory perception to the test over and over again. Time Traveler is a very personal album, but its message extends far beyond Ute’s own life experience. With Time Traveler, Ute Lemper has given a wonderful gift to herself. And yet, first and foremost, it is an album that functions like a signpost. In the unsparing self-honesty with which, in a most accessible way, Ute Lemper reflects on her life, it’s possible for most listeners to find themselves as well.

Also available is Ute Lemper’s fantastic tribute to Marlene Dietrich Ute Lemper – Rendezvous With Marlene SKU: JHAU186 Format: CD UPC: 4260075861869 Street Date: 05/22/20

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