Publication: The JW Vibe
By: Jonathan Widran
Date: July 15, 2023

On “Time Traveler,” the dreamy and deeply soulful, downtempo yet vocally dramatic title track from Ute Lemper’s eclectic new album, the veteran German born, NYC based singer/songwriter shares some whimsical, hopeful news – that in these dark times, even through the rain, she’s here to save us, returning from the future, offering us a bridge to someplace better. Considering her vast history as a musical theatre performer and recording artist of classic international repertoire, it’s exciting to see her not only showcasing her vast chops as a multi-genre vocalist and songwriter, but so determined to look ahead rather than rest on her laurels. (See below for the visually stunning cutting-edge video that uses AI to explore time travel and evolution).

Though listeners unfamiliar with that background could surely enjoy the rich emotional intimacy of her voice as she fashions a unique stylistic journey that finds her exploring pop, neo-soul, jazz and alternative R&B vibes, her legendary history worth recounting, if only to showcase how her remarkable artistry interpreting the genius of others has perhaps inspired her own evolution as a self-contained singer/songwriter working amidst the dynamic sonic landscapes of her creative partner Todd Turkisher.

After joining the jazz rock group Panama Drive Band at 16, she graduated from the Dance Academy in Cologne and the Max Reinhardt Seminary Drama School in Vienna. Starting in the Viennese cast of Cats, her theatre credits in Europe and on Broadway include title or key roles in Peter Pan, The Blue Angel, Cabaret and Chicago, in addition to dubbing voices for Disney projects like The Little Mermaid for German recordings. Later named Billboard’s Crossover Artist of the Year for 1993-94, Lemper’s discography includes acclaimed interpretations of Kurt Weill compositions, German cabaret songs, a tribute to Marlene Dietrich and Edith Piaf, pop albums in English, French and German, contribution to a Sondheim tribute project and an album (Punishing Kiss) featuring songs written for her by Scott Walker, Nick Cave, Tom Waits, Elvis Costello and others.

Almost as if the world needed it now rather than at the turn of the century, the aptly titled Time Traveler emerged from a chance discovery in 2021 of tapes featuring tracks she had written and recorded two decades ago in her partner’s studio. Finding these recordings again inspired Lemper to reflect on her history, embrace the younger self she heard and, most importantly, compose new songs from the perspective of a human being and artist who had experienced two decades more of life. Most cleverly, to keep us wondering and invite us to immerse deeper into the grand material in these ten exquisitely produced tracks, the promo materials don’t tell us which songs are from which era – only that “she shares her feelings about her path, reflecting on joys, regrets, wisdom, longings and their fulfillment.”

No matter, as the alternating purring sensuality and chaotic vocal intensity on the jazzy, atmospheric “In My Flame” is as timeless and passionately rendered as the funky/jazzy pop-R&B torchiness of the defiant “Moving On,” the seductive mystery of “Magical Stone” and the graceful, spacious, soprano sax sweetened whimsy of “At The Reservoir,” a tribute to her favorite refreshing spot in Central Park. Because it seems crafted as a thematic follow up to “Little Face,” a track on her 2002 album But One Day…, there’s a possible early 2000s time stamp on the lushly arranged, classical-tinged “Little Face – the Sequel.” But even with that, it’s deliciously unknowable speculation.

The listener gets a generous glimpse of Lemper’s sophisticated international coolness on the hypnotic and sweeping French language ballad “Envie D’Amour” before she wraps the wondrous time traveling with the vocally urgent, richly harmonic, old-school soul-jazz flavored “Cry in the Dark” and the gorgeous reflective closing ballad “The Gift,” which features some of Lemper’s most dynamic vocal runs balanced by hushed intimacy. Hopefully, the time traveling she does in the future will grace us with more vibrant originals like these.

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Publication: Teatro e Musica News
By: Massimiliano Beneggi
Date:

LA MILANESIANA, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, arriva il 16 luglio al Teatro Olimpico di Vicenza (Piazza Matteotti, 11).

L’appuntamento inizia alle ore 21.00 con letture e dialogo del Premio De Sanctis Europa 2023 Mircea Cărtărescu e il Premio Nazionale per la Traduzione Bruno Mazzoni.

Ute Lemper

Segue il concerto della cantante e attrice tedesca Ute Lemper intitolato “Time Traveler, il viaggio attraverso 45 anni di successi della sua vita, raccontati con le storie e le canzoni dai palchi calcati durante il suo percorso creativo. Ute ci trasporta in un viaggio musicale e poetico attraverso il tempo, passando da Weimar, Berlino, Parigi, Londra, New York e Buenos Aires, toccando luoghi e culture di tutto il mondo. “Time Traveler” è un mosaico che rispecchia la vita di Ute in momenti ed epoche diverse, con memorie, musica e aneddoti. Oltre ai brani composti da Weill, Piazzolla, Brel, Kan-der, Gershwin, Waits e Alberstein, il programma è arricchito dalle sue composizioni. Ute Lemper ha infatti scritto canzoni ispirandosi ai testi di Bukowski, Neruda e Coelho, per citarne alcuni.

Sul palco Ute Lemper (voce), accompagnata da Vana Gierig (pianoforte). A introdurre la serata, come sempre, Elisabetta Sgarbi. Ingresso libero su prenotazione cliccando qui.

Comunicato stampa ufficiale

Publication: Corriere della Sera
By: Barbara Visentin
Date: 8 luglio 2023

L’artista parte da Vicenza (ospite della Milanesiana) con il suo spettacolo «Time traveler»

La musica di Ute Lemper si intreccia in modo inestricabile agli eventi storici di cui è stata testimone: è lei a ritenerlo necessario, convinta che il suo ruolo di artista serva a non dimenticare. A 60 anni compiuti, lo charme delle grandi dive di una volta, ma i ragionamenti ben piantati nel presente, la cantante e attrice tedesca porta in Italia il suo Time traveler, spettacolo con cui arriva al Teatro Olimpico di Vicenza il 16 luglio (ospite della Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi) per poi spostarsi a L’Aquila, Lamezia Terme e Bari.

Che viaggio nel tempo porta sul palco?
«Accompagno il pubblico attraverso la mia vita e la musica che mi ha ispirato, da Kurt Weill a Brecht, dal repertorio ebraico a Marlene Dietrich fino ad alcune novità».

Se guarda indietro cosa vede?
«Ho appena festeggiato un compleanno importante, ormai ragiono di decennio in decennio e ciascuno ha un’atmosfera diversa dall’altro. Per noi tedeschi il passato nazista è un tema enorme con cui avere a che fare. Poi con la Stasi e la Ddr sono arrivati nuovi colpevoli e nuove vittime. Ogni decennio porta del progresso, ma dal 2000 in poi quello tecnologico è stato travolgente. Mi sento così confusa e anche preoccupata per i prossimi 20 anni».

Com’è stato vivere a Berlino negli anni 80?
«Ci sono andata nell’84, dopo aver studiato in Austria, e mi ha dato uno scossone. Non era bello ma era molto reale: il muro era vero, lo vedevamo tutti i giorni. Lì ho scoperto i miei miti musicali e lì, a 20 anni, mi sono sentita determinata a essere un’artista politica. Ad affrontare la rabbia e il senso di colpa per una storia così orribile. Ho deciso che sarebbe stata sempre mia responsabilità ed è un dovere anche oggi, visto poi il potere che sta prendendo la destra, con gli stessi slogan di un tempo. In Germania, dopo quel che è successo, dovrebbe essere illegale avere un partito di destra».

Compiere 60 anni che effetto le ha fatto?
«Non mi sento 60 anni, però guardandomi allo specchio mi accorgo che sì, ce li ho. Il tempo ha assunto un’importanza diversa, non mi sembra più lineare, ma verticale, come se tutto quello che è dietro fosse ancora con me».

Invecchiare è più difficile per una donna?
«Grazie al cielo non per quello che faccio io, anzi con l’età si migliora perché hai un maggior bagaglio di vita che ti porti anche sul palco. Certo, ormai non posso più ballare e viaggiare mi stanca, ma posso cantare. Nei prossimi 10 anni immagino che la mia voce sarà diversa, ma ci si può adattare all’età. In generale, però, certo che noi donne facciamo più fatica ed è ancora molto ingiusto: ci viene richiesta una bellezza che dagli uomini non si pretende. Per fortuna siamo sulla buona strada e stiamo provando a non idealizzare più lo stereotipo di donna giovane e magra».

E poi c’è da conciliare famiglia e lavoro: com’è andata per lei che ha quattro figli?
«Trovare un equilibrio, essendo un’artista che viaggia e che lavora la sera, è stato difficile e mi ha causato tanti dolori e conflitti. Entrambi i mondi ne hanno sofferto e sono stati compromessi. Non ho accettato lavori che avrei voluto fare e poi, quando lavoravo, mi mancavano i miei figli. Però l’ultimo capitolo della mia nuova autobiografia l’ha scritto mia figlia di 25 anni, la maggiore: dice che ho plasmato la sua idea di donna emancipata che lavora».

Sul palco porta anche Marlene Dietrich, con cui ebbe una lunga conversazione telefonica nel 1988. Che affinità sente?
«Entrambe abbiamo una storia tedesca e ora sono io a raccontare la sua ai giovani. Era una donna del futuro, così avanti rispetto al suo tempo. Ed è stata rifiutata dal suo Paese: voleva tornarci dopo gli anni 60 ed è stata additata come traditrice. Non dimenticherò mai la sua malinconia e il suo dolore, è stata respinta fino alla morte ed è morta mentre io facevo le prove per essere Lola a teatro nel suo The Blue Angel: un cerchio che si chiude. In Germania è tornata dentro una bara, e io ero lì al suo funerale. Ancora non le avevano chiesto scusa».

Nel 1991 è stata al Festival di Sanremo, cosa ricorda?
«Ho cantato il brano di Enzo Jannacci e lo ricordo come uno degli artisti più intelligenti ed eleganti che abbia mai incontrato. Di solito gli artisti sono intuitivi più che accademici, ma lui, che era anche un medico, era entrambe le cose».